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Alimentazione

In quanto persona con diabete, ogni giorno prendi decisioni importanti sulla tua alimentazione. Ciò che mangi ha un effetto diretto sui livelli di glicemia nel sangue, più di ogni altra cosa.

Per vincere questa sfida quotidiana, è utile definire un piano alimentare che ti permetta di fare le scelte giuste quando mangi a casa, fai la spesa o ceni fuori. Con l'aiuto del tuo medico, e informandoti sui principi della nutrizione e sugli effetti del cibo sulla glicemia, potrai trasformare il tuo piano alimentare in una piacevole attività.

Gran parte degli alimenti si trasformano in zucchero (o glucosio) prima di entrare nel flusso sanguigno. L'insulina favorisce il trasporto del glucosio dal flusso sanguigno alle cellule dell'organismo (dal cervello ai muscoli) che lo usa come energia. Senza l'insulina che sblocca le cellule dell'organismo permettendo l'ingresso del glucosio, il corpo non riceverebbe le sostanze nutritive di cui ha bisogno, e gli zuccheri in eccesso rimarrebbero in circolo nel sangue.

Quando si consuma un alimento, si fa il pieno all'organismo. Ecco perché il livello di glucosio aumenta subito dopo il pasto e perché molte persone che soffrono di diabete devono usare l'insulina proprio vicino ai pasti. L'insulina trasporta lo zucchero nel sangue dal flusso sanguigno alle cellule, dove viene metabolizzato.

Pianificare cosa, quando e quanto mangiare, è fondamentale per mantenere i livelli di glicemia nel range di riferimento stabilito dal medico.

Indice glicemico

Gli studi hanno dimostrato che quando si considera l'effetto dei carboidrati sui livelli glicemici, non bisogna considerare solo la quantità di carboidrati assunti, ma anche la loro origine.1 Alcuni alimenti provocano un rapido aumento della glicemia dopo il pasto, mentre altri provocano picchi più moderati e graduali. La misura della velocità di aumento della glicemia provocato da un alimento è definito indice glicemico, o GI.

Cosa misura l'indice glicemico (GI)

Gli alimenti ad alto contenuto di carboidrati sono classificati in una scala da 1 a 100, ove 100 rappresenta l'effetto del glucosio puro nell'organismo. Minore è il valore di GI di un alimento, più lento è il suo picco. Anche la preparazione di un alimento (ad es. fritto o cotto al forno) ne determina il livello di GI. Il GI divide gli alimenti in 3 grandi gruppi:2

  • Basso: inferiore a 55
  • Intermedio: fra 55 e 70
  • Elevato: superiore a 70

Alcuni cibi con basso livello di GI includono:

  • Pane integrale e cereali
  • Riso integrale
  • Fagioli essiccati e lenticchie
  • Avena
  • Patate dolci
  • Prodotti caseari
  • Mele e arance

Le carni e i grassi hanno pochi carboidrati e non hanno classificazione GI.

Insieme al calcolo dei carboidrati, il controllo del livello di GI di un alimento è un modo efficace per stabilizzare la glicemia nell'arco della giornata. La regola d'oro è che più elevato è il GI, minore è la quantità che si può consumare. Al contrario, si possono consumare quantità più elevate di cibi con basso GI senza sovraccaricare la glicemia.

Si può privilegiare il consumo di alimenti a basso GI e vedere se questo contribuisce a regolarizzare la glicemia.

1 Archives of Internal Medicine 2006;166:1466-1475 'Comparison of 4 diets of varying glycemic load on weight loss and cardiovascular risk reduction in overweight and obese young adults: a randomised controlled trial.' Disponibile a http://archinte.ama-assn.org/cgi/content/short/166/14/1466 . Ultimo accesso, 21 novembre 2010.
2 International Diabetes Institute. Glycemic Index. Disponibile al sito http://diabetes.webmd.com/glycemic-index-good-versus-bad-carbs. Ultimo accesso, 21 novembre 2010.

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